Il “mio” Correr. Sguardi interculturali al Museo è un progetto della Fondazione Musei Civici Venezia sviluppato nell’ambito di Art Clicks, laboratorio di progettazione interculturale rivolto a un gruppo selezionato di professionisti del settore culturale – tra cui il Servizio Attività Educative MUVE – promosso da MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ECCOM e con il contributo di Stavros Niarchos Foundation.

Il “mio” Correr, in collaborazione con il Servizio Pronto intervento sociale, inclusione e mediazione del Comune di Venezia, intende promuovere a Venezia, da sempre città di relazioni e crocevia di commerci, tradizioni e civiltà, un processo partecipativo di dialogo, atto anche alla costruzione di nuove forme di lettura e di interpretazione del patrimonio culturale, attraverso il coinvolgimento di 11 nuovi cittadini di nazionalità e culture diverse, favorendo il loro accesso e la partecipazione attiva al museo, luogo di incontro sempre più aperto e attento alle relazioni tra le comunità.

Gli appuntamenti si svolgeranno, da febbraio ad aprile 2019, nel centro storico di Venezia, già membro della rete italiana di città interculturali e patrimonio Unesco, nella sede prestigiosa del Museo Correr in Piazza San Marco.

Il museo prende il nome dall’attento collezionista Teodoro, padre del nucleo fondante del patrimonio della Fondazione Musei Civici di Venezia. Proprio per l’ubicazione nel “salotto” della città e per le ricche collezioni eterogenee dedicate a diversi aspetti della storia della civiltà veneziana, si presta particolarmente ad essere sede ideale per la sperimentazione del primo percorso interculturale della Fondazione Musei Civici di Venezia.

Il percorso sarà costituito da narrazioni prodotte dai migranti su alcune opere scelte del Museo che dialogheranno con la “biografia” delle opere stesse. Opere non più e soltanto contestualizzate, ma anche re-interpretate con nuovi significati e nuove storia diverse dalla cultura che li ha generati.

Il “mio” Correr intende promuovere la cultura ed accrescere il senso di appartenenza delle persone alla Città; costruire occasioni di relazione e di scambio duraturi tra le comunità straniere e gli autoctoni e far ri-scoprire radici interculturali inaspettatamente comuni, che in passato hanno interagito come fattore di coesione sociale e di produzione di bellezza.

La fase di pre-progettazione si è sviluppata tra il mese di aprile 2018 e gennaio 2019 ed ha previsto: l’individuazione e la declinazione delle finalità e degli obiettivi del progetto, il censimento delle associazioni e delle comunità straniere presenti a Venezia e l’incontro con i vari Gatekeepers.

Nel mese di gennaio 2019 si sono svolti 9 incontri di presentazione del progetto presso gli Enti che svolgono corsi di italiano agli stranieri (livello B1/B2) sia in centro storico che in terraferma.

Il Servizio Attività Educative ha incontrato 71 migranti e le candidature raccolte sono state 41 su 11 posti disponibili.

La selezione è avvenuta tenendo conto di tre criteri: la provenienza, sulla base dell’effettiva presenza delle nazionalità prevalenti a Venezia (in primis Bangladesh, Romania, Cina, Ucraina…), la disponibilità, in giorni e orari, che ogni candidato ha indicato nel form di candidatura ed, infine, la motivazione e l’interesse dimostrati verso il progetto.

Il I° incontro si è svolto il 22 febbraio 2019 presso il Museo Correr con un momento di accoglienza speciale nella bellissima Caffetteria con vista su Piazza San Marco.

La presentazione del gruppo si è svolta attraverso un’attività di ice-breaking con l’obiettivo di “rompere il ghiaccio”, creare un ambiente positivo e rilassato e favorire una prima conoscenza tra le persone.

Ogni partecipante ha compilato una personale carta d’identità emozionale composta da un’immagine selezionata da un kit cartaceo di emoji e memoji e da una serie di parole, formate dalle lettere del proprio nome, scritte anche nella lingua del proprio paese d’origine.

A seguire i narratori hanno svolto una visita “libera” al museo con la scelta delle opere d’affezione con le quali lavoreranno nelle prossime settimane e che verranno reinterpretate con delle narrazioni biografiche in chiave interculturale, con nuovi significati e nuove storie diverse dalla cultura che li ha generati.

Cristina Gazzola

Servizio Attività Educative

Fondazione Musei Civici di Venezia